Alcune storie ci chiedono di fermarci a riflettere su ciò che rimane dentro di noi dopo che tutto è accaduto. Senza Resa. La Guerra contro la mafia, la battaglia dentro di sé è una di queste.
Come direttrice editoriale di Libritalia, accolgo sempre con particolare attenzione le opere che affrontano i temi della legalità, della giustizia, del senso dello Stato e della responsabilità civile. Credo infatti che chi fa cultura non possa limitarsi a raccontare il mondo così com’è, ma abbia anche il dovere di interrogarsi e di parlare di ciò che è giusto, di dare voce ai valori che tengono insieme una comunità e di contribuire, attraverso i libri, alla costruzione di una coscienza più consapevole.
Pubblicare un libro che parla di mafia e di legalità significa, per noi, assumere una precisa responsabilità culturale. Significa scegliere di non voltarsi dall’altra parte, di mantenere viva l’attenzione su una delle ferite più profonde della nostra storia e, soprattutto, di ricordare che la cultura può e deve essere uno strumento di conoscenza, di memoria e di consapevolezza.
In questa prospettiva si inserisce Senza Resa, una storia che affronta un tema complesso e profondamente umano: il rapporto tra il dovere, il coraggio e le conseguenze delle scelte che siamo chiamati a compiere nei momenti più difficili.
Il protagonista è un giovane ufficiale dei Carabinieri che lascia l’Irpinia e approda in Sicilia portando con sé un patrimonio di valori ricevuti dalla famiglia e una fiducia incrollabile nel senso dello Stato. Ben presto, però, quella che sembrava essere soltanto una missione professionale si trasforma in un’esperienza destinata a segnare profondamente la sua esistenza.
La lotta alla criminalità organizzata emerge attraverso il ritmo delle indagini, dei pedinamenti, degli agguati e dei momenti in cui una decisione deve essere presa in pochi secondi. Ma è soprattutto dopo un conflitto a fuoco, quando il protagonista si trova costretto a uccidere per salvare la propria vita e quella di un collega, che la vera battaglia comincia.
È qui che Senza Resa trova la sua dimensione più intensa: nella rappresentazione dell’uomo che vive dietro la divisa. Un uomo chiamato a fare il proprio dovere, ma che non per questo smette di interrogarsi, di ricordare, di amare, di avere paura e di fare i conti con la propria coscienza.
La mafia, dunque, non è soltanto lo sfondo di questa storia. È una presenza concreta che mette alla prova persone, istituzioni e valori. Ma accanto alla guerra contro un nemico esterno prende forma un’altra battaglia, più silenziosa e forse ancora più difficile: quella interiore.
Ed è proprio questo uno degli aspetti che più mi hanno colpita dell’opera. Il libro non racconta solo l’azione e il senso del dovere, ma prova a spiegare al lettore la complessità emotiva di chi, dopo aver affrontato situazioni estreme, deve continuare a vivere con le proprie decisioni.
La distanza dalla terra d’origine, gli affetti, gli amori, la carriera e i ricordi si intrecciano così alla dimensione professionale, costruendo il ritratto di un uomo che scopre progressivamente che il coraggio non coincide con l’assenza della paura. Il vero coraggio consiste nel trovare la forza di andare avanti anche quando la paura rimane.
È per questo che riteniamo importante che libri come Senza Resa trovino spazio nel panorama editoriale. Perché parlare di legalità non significa soltanto parlare di leggi, istituzioni o criminalità organizzata. Significa parlare di scelte, responsabilità, coscienza e libertà. Significa ricordare, soprattutto alle nuove generazioni, che il rispetto delle regole e il rifiuto della violenza non sono concetti astratti, ma valori che richiedono ogni giorno consapevolezza e partecipazione.
Come casa editrice, sentiamo che questa è anche la nostra responsabilità. Chi fa cultura ha il dovere di prendere parola quando sono in gioco i valori fondamentali della convivenza civile. Un libro non può cambiare da solo la realtà, ma può aprire una domanda, alimentare una riflessione, conservare una memoria e, talvolta, aiutare qualcuno a guardare ciò che lo circonda con occhi diversi.
Senza Resa è un libro sulla mafia, certamente, ma anche sulla coscienza, sulla responsabilità, sulla solitudine e sulla capacità di resistere.
E forse è proprio questo il significato più profondo del suo titolo: senza resa non significa non essere feriti, non avere paura o non conoscere il dubbio. Significa scegliere, nonostante tutto, di continuare a camminare.
Come direttrice editoriale di Libritalia, sono orgogliosa di aver accolto e accompagnato questo progetto, proprio perché credo che fare editoria significhi anche questo: scegliere quali storie consegnare ai lettori e avere il coraggio di dare spazio a quelle che possono contribuire a costruire una cultura della legalità, della responsabilità e del bene comune.
Simona Toma
Direttore Editoriale Libritalia




