Un libro-sussidiario di cultura regionale che unisce il grande disegno della Storia alle vite, ai gesti e alle memorie che lo attraversano. Dalle grotte preistoriche alla luce della Magna Grecia, dalla severità di Roma al respiro di Bisanzio, la Calabria attraversa i secoli mutando forma e destino: Normanni, Svevi, Angioini, Aragonesi, Spagnoli e Borbone ne scolpiscono il volto, fino al fremito del Risorgimento, all’Unità d’Italia e a un Novecento che cambia molto e non abbastanza. Emerge la Calabria dei luoghi: castelli che guardano il mare, torri che hanno difeso il territorio, cattedrali e monasteri che custodiscono fede e silenzi, palazzi nobiliari che raccontano potere e bellezza. I borghi, vivi o abbandonati, diventano capitoli di una memoria che resiste, mentre il paesaggio, tra terremoti, frane e sogni infrastrutturali, rivela la forza e la fragilità di una terra che si rialza sempre.
A dare voce alla ragione sono i suoi pensatori e i suoi artisti: da Zaleuco a Cassiodoro, da Telesio a Campanella, da Corrado Alvaro a Leonida Repaci, da Mattia Preti a Nick Spatari, che hanno portato la Calabria nel mondo. Accanto a loro risuonano le parole dei viaggiatori stranieri che l’hanno osservata, interpretata, trasformata in immaginario. E poi ci sono le storie: l’anima ribelle, i miti e leggende dell’immaginario popolare, gli artigiani con i loro antichi mestieri, i proverbi che custodiscono la memoria orale, le agricolture di un tempo e le cucine che profumano di casa.








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